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  • Barbara Aiello

Una morte ammiccante

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

questa morte che ci accompagna

dal mattino alla sera, insonne,

sorda, come un vecchio rimorso

o un vizio assurdo. I tuoi occhi

saranno una vana parola,

un grido taciuto, un silenzio.

Cosí li vedi ogni mattina

quando su te sola ti pieghi

nello specchio. O cara speranza,

quel giorno sapremo anche noi

che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Sarà come smettere un vizio,

come vedere nello specchio

riemergere un viso morto,

come ascoltare un labbro chiuso.

Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

Stiamo scopando con gli occhi, mi ha detto. Io amo guardare negli occhi. Lo odio pure, però, perché gli sguardi non mollano la presa. E quando lui se ne va, loro restano a scavarmi nel cuore e nel cervello. Gli occhi. Piccoli, arguti. I suoi occhi erano neri e all’insù. I suoi erano verdi e sbeffardi. I suoi erano taglienti e scrutatori. I suoi erano tristi. I suoi, non li ricordo. Se non mi ricordo dei tuoi occhi, che vali tu per me? I tuoi, invece, li vorrei proprio dimenticare. I tuoi occhi dolci, quelli li vorrei da morire, ma non possono essere miei. In definitiva, non ho visto la morte. Ma spero che tu che tante lacrime mi hai fatto versare da perdere la vista, l’abbia vista da me. E che sia stato questo il motivo per cui sei andato via.


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