Cerca
  • Barbara Aiello

Quanti anni hai?

Lo specchio ti dirà come si logori la tua bellezza,

la meridiana come si consumi il tuo prezioso tempo;

le pagine vuote imprimeranno i tuoi pensieri

e dal libro potrai trarre questo insegnamento:

le rughe che il tuo specchio rifletterà sincero

susciteranno in te il ricordo di tombe spalancate;

dal segreto muoversi dell’ombra sulla meridiana,

vedrai il progredir furtivo del tempo all’eternità.

Tutto quel che ritener non può la tua memoria

affidalo a questi vuoti fogli e in seguito vedrai

quei pensieri ben curati, frutto del tuo cervello,

dar nuova conoscenza alla tua mente.

Tale suggerimento, ogni qualvolta lo vorrai,

ti darà nuova saggezza e arricchirà il tuo libro.

William Shakespeare

Uno tra i gesti più deliziosi immaginabili è andare a curiosare tra i diari di scuola. Solitamente, restano tutti impilati nello spazietto a loro predestinato, nell’armadio dei vecchi libri o quaderni, o comunque tra quelle cose che ci si ripromette di buttare, prima o poi -ma non si è mai fatto in tutti questi anni, perché cambiare idea proprio adesso?

Sono rimasti lì, tra le pagine assottigliate dalle mille volte in cui sono state sfogliate e dal semplice tempo che passa, biglietti del cinema, foto stampate di pessima qualità dal blog della scuola (unica testimonianza visiva del ragazzino di terza media che aveva il suo perché), avvisi di riunioni, compiti in classe, gite e dediche scarabocchiate chissà da chi, chissà quando. Poi, quasi sempre, c’è lo spazio confessione. Solitamente la pagina di un giorno festivo, o una pagina volutamente vuota, in cui rimane impigliato quella dichiarazione d’amore, quella lamentela, quell’ emozione estemporanea di un qualunque momento in un qualunque giorno di scuola, di uno qualunque di alcuni degli anni passati. Nessuno allora avrebbe mai immaginato quanta poesia si stesse affidando all’eternità. Lì è rimasta ghiacciata una parte della tua storia di uomo, probabilmente tra le più effimere e volubili, quasi sicuramente già diventata antica dopo sei mesi o poco più. Come si cambiava velocemente idea, allora, quasi alla stessa rapidità con cui cambiavano i connotati guardandosi allo specchio.

Un gesto banale, fatto da sempre, da chiunque avesse un pezzo di carta, uno strumento ad inchiostro e la capacità di scrivere, che è comunque da sempre valso a perenne testimonianza di un’epoca che vola, dal mondo fisico e anche dai ricordi. Di colpo, rivedi i corridoi di scuola, senti i rumori, riassapori l’ebbrezza di brividi molesti, ma preziosi.

Forse è ancora presto per tirare le somme, ma, in fondo, una vita può durare anche un secondo. Scrivi, quello che ti pare, ma scrivi, e stai certo che quel secondo di luce non morirà mai più.


23 visualizzazioni

©2020 di Petali rossi. Creato con Wix.com

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now