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  • Barbara Aiello

Un sensuale rimpianto

Aggiornato il: apr 24

Ti amo bambina, di una febbre sensuale che mi rugge nel sangue quando dal primo bacio, carezzevole sulla guancia fresca, ti passo sulle labbra, le serro nelle mie e ti lambisco la lingua umida di amore, libidinosamente, e scontro i denti forti nitidi nei miei denti, e tutti e due mordiamo, suggiamo senza posa e una mia mano timida dalla tua gola fresca ti scivola sul petto e si contragge e stringe sopra un seno, piccolo, cedevole, molle di amore come la tua bocca è bagnata. O quando lontano da te dinanzi al tuo ritratto mi struggo a contemplare dove di tra lo scialle il tuo corpo è nascosto, ma s'indovina nitido e in basso tra le frange, appaiono accavallate le belle gambe nervose, ma molli come i seni, e le lunghe fila nere s'indugiano in perfide ambagi sulle ginocchia sulle cosce strette che mai amerò. E questo è pure quell'amore triste - ma oh come lontano in questa sera trepidante di speranza - che si perdeva in sogno a contemplare i tuoi capelli lievi, il tuo viso distrutto dal segreto soffrire, i tuoi grandi occhi spalancati vigili sul dolore - ma come tutto questo è stanco e pallido! - Mi tenta questa sera una gioia più forte, una speranza più ardente, che mi freme nel cuore al pensiero sensuale di te. Eppure tu eri bella in quel sogno lontano, in quell'ardore triste, e ancora mi riafferri, tentatrice, così. Oh potere divino di confondere in te le due gioie diverse e lambirti d'amore in un'oscurità piena di luce, che mi lasci negli occhi il tuo sogno e il tuo pianto, ma mi bruci e mi scuota le membra sussultanti, strette contro le tue membra frementi, in un delirio d'anima e di sangue. Questo, bambina, Non ti fa paura?

Cesare Pavese

Sesso e paura. Desiderio di me. Un bacio voglioso che mi solletica le labbra e le morde affamato. La mano che cerca il mio corpo e lo prende. E poi gli sguardi alle mie gambe, la ricerca della mia nudità. La sensazione della fusione di due corpi. Cosa ne è rimasto? Un rimpianto notturno. Un pensiero doloroso che si affaccia di notte e punge. Sono sogno e sono pianto. Sono male. Sì, mi fa paura. Amore. Chi e cosa è amore. Una sofferenza che si maschera di dolcezza e passione ma sempre sofferenza resta e quindi poi si manifesta. Amore. Chi per me è amore. Una mente sublime, un corpo forte, una lingua calda e lo struggente ma non invadente desiderio di me. Amore. Ma esiste l’amore? Se guardo intorno, sì. Due mani che si intrecciano, un abbraccio, due labbra che si cercano. Una carezza. Da quanto non ricevo una carezza. Da quanto non ricevo un bacio sul collo. La voglia di una cena. C’è solo sesso in questa aria tra di noi. Mi soffoca e mi secca la gola. E tu resti un altro di quelle famose tacche alla mia cintura delle emozioni. E io divento una delle tue. Finchè, nei mie sogni, nella realtà, che ne so? Un giorno ti vengo a trovare di notte e ti ballo sul petto e ti prendo a pugni il cuore. E forse anche gli occhi. Ora lo sai cosa mi hai fatto provare.

Mi fa paura, sì. Ma adesso, non posso più farci niente.



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