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  • Barbara Aiello

Contabilità

Quando saremo due saremo veglia e sonno

affonderemo nella stessa polpa

come il dente di latte e il suo secondo,

saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,

come i cieli, del giorno e della notte,

due come sono i piedi, gli occhi, i reni,

come i tempi del battito

i colpi del respiro.

Quando saremo due non avremo metà

saremo un due che non si può dividere con niente.

Quando saremo due, nessuno sarà uno,

uno sarà l'uguale di nessuno

e l'unità consisterà nel due.

Quando saremo due

cambierà nome pure l'universo

diventerà diverso.

Erri De Luca

Più siamo e meglio è; invece no. Gran parte del bello della vita è racchiuso nel concetto di dualità. Se si è due, si ha l’opposto di sé a disposizione, quindi si crea un’entità che è completa ed inscindibile (e pur sempre scissa). Platone diceva che gli Dei, invidiosi e pavidi, abbiano diviso gli ermafroditi perfetti che vivevano sulla Terra, e che oggi tutti siamo “frazione dell’essere umano completo originario”. Due per essere Uno, o Due per continuare ad essere Due, ma in realtà è come se fossimo Uno?

Vero o non vero che sia, sembra che il cruccio principale nella vita di un Uomo sia la “ricerca continua della sua parte complementare”. Sarebbe stato bello, se gli Dei avessero almeno fornito qualche suggerimento inconscio, giusto per orientare la spedizione di recupero della nostra parte complementare. E’ alto? Ha i capelli ricci? Le fossette nelle guance quando sorride? Che colore gli piace? E’ più un tipo da T-shirt o da camicia? E’ un amante del sushi? Ma ancora, è del mio stesso sesso? Vive nella mia stessa città? Siamo certi che debba provare necessariamente un’attrazione sessuale nei suoi confronti? Domande che i Supremi dell’antichità si sono divertiti a lasciare in sospeso, o forse non sapevano rispondere neanche loro. Figuriamoci se lo sappia fare io.

Si ha da comprendere che tipo di metà si necessiti. A volte, l’unità perfetta è meno scontata del previsto. Ma, qualunque sia la parte mancante, chiaro è che se non sai che cosa sei tu, come puoi permetterti di domandare agli altri cosa siano per te? Prima del due, viene l’uno, e prima del noi viene l’io. Io. Unica e sola, come tu unico e solo. Insieme, come nelle addizioni, facciamo un numero nuovo. Non c’è un primo né un secondo; arrivati contemporaneamente al nostro traguardo comune.

“Se questo stato è il più perfetto, allora per forza nella situazione in cui ci troviamo oggi la cosa migliore è tentare di avvicinarci il più possibile alla perfezione: incontrare l'anima a noi più affine, e innamorarcene.”


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