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  • Barbara Aiello

Appena sveglia

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida

scorta per avventura tra le petraie d'un greto,

esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;

e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,

se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua,

o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie

sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,

e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia

schietto come la cima d'una giovinetta palma…

Eugenio Montale

Immagina un giorno di buio, tristezza e solitudine, e nient’altro. Uno di quei giorni in cui ti svegli già stanco. Poi, balena il ricordo di luce. Un ricordo caldo e confortante, una coccola per la tua mente. “Ripenso al tuo sorriso” e mi rinfranco, perché adoravo riuscire a farti sorridere. Ottenere il tuo sollievo e la tua approvazione tramite quella piccola smorfia che ti arricciava le labbra, magari seguita da un abbraccio. Quanta leggerezza, in quell’unico momento. Perdersi, in un eterno che dura un secondo. In effetti, è durato poco, o almeno oggi la penso così. E’ tutto perso tra i ricordi, e i ricordi sono illusioni di immagini, suoni e profumi. Che me ne faccio adesso, davanti alla caffettiera che inizia a borbottare e la tazzina ancora vuota, mentre mi rammarico del giorno che deve ancora iniziare e della tua assenza che –lo ammetto- mi pesa ancora? Niente, tesoro. Si chiude qui.

Ti ringrazio per aver partecipato alla mia colazione di oggi. Sei stato lo zucchero del mio caffè; se non fosse, e quanto è vero, che preferisco prenderlo amaro.


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