Intervista di Eleonora Terrile
Nedda Gottardi Rossi è una “blogger” molto seguita. Il suo blog ha registrato sino ad oggi 100.929 contatti. Si chiama “L’eredità di Nedda”, un nome e un primo indizio su una donna speciale. Nedda, infatti, è una giovane di 88 anni. Mamma, nonna, anzi, trisnonna, per 25 anni maestra elementare e, da 5 anni, protagonista della rete.
D: “Blogger non si nasce, ma si diventa”. Nel tuo caso è successo 5 anni fa. Era la prima volta che utilizzavi un computer o avevi già dimestichezza con il PC?
R: Prima del blog per un anno ho avuto un sito, potevo scrivere ma non dialogare coi visitatori, come invece succede col blog.
D: Nella categoria “Nipoti” ho visto una foto scattata nel corso di una video-conferenza. Che effetto ti fa parlare e vedere i tuoi parenti anche tramite un computer?
R: Una commossa meraviglia, una magia.
D: Nel tuo profilo su Splinder hai scritto che non ti stanchi mai d’invogliare le persone della terza età a seguire il tuo esempio. Che cosa ti rispondono i tuoi coetanei? E quanti conoscenti hanno seguito le tue orme?
R: I miei coetanei non si sono fatti vivi, persone meno anziane sì, hanno addirittura aperto un blog molto interessante e seguito e mi ringraziano per averli spinti a tanto a parole e con l’esempio.
D: Hai attraversato il ‘900 e dunque assistito a diversi cambiamenti riguardanti la famiglia e noi donne. Il referendum sul divorzio, per esempio, risale al 1974 e le disposizioni sul delitto d’onore sono state abrogate con la legge 442 del 5 Agosto 1981. Secondo te, dove abbiamo guadagnato terreno noi donne e dove lo abbiamo perso?
R: Le donne hanno ancora molto da lavorare. Hanno nuovi problemi e necessità di nuove soluzioni. Io ho scritto di un periodo molto delicato nella vita della donna, la maternità: spesso è vissuta senza supporto alcuno, sia per una primipara sia in caso di maternità ravvicinate. Pensiamo a queste madri che talvolta arrivano a gesti tragici. Aiutiamole prima di dover piangere lacrime di coccodrillo per loro e per i figlioletti.
D: Hai lavorato come maestra per diversi anni. C’è qualcosa che vorresti dire agli insegnanti della scuola primaria di oggi?
R: Vorrei dire tante cose, mi limito all’essenziale: mettere il fanciullo al primo posto, lui e l’ambiente in cui vive, ambiente che comprende esperienze, emozioni, paure, attese.
Far partire una crociata contro lo zainetto che è dannoso, assurdo, vera immagine della scuola d’oggi: troppe nozioni e niente sperimentazioni.
D: Scorrendo alcune pagine del tuo blog ho visto che dai molto valore ai bambini e alla loro innata creatività e saggezza. Che cosa possiamo fare noi adulti per difendere il più possibile questo patrimonio dei più piccoli?
R: La scuola di oggi, come quella di ieri, deruba i fanciulli della possibilità di sviluppare le loro attitudini innate. Tutti sono considerati alla stessa stregua e GIUDICATI secondo le risposte che danno a dei QUIZ. Perché un fanciullo sia CONOSCIUTO veramente per quello che è, ha bisogno di libertà e d’incoraggiamento, e pure di saltare, correre, arrampicarsi, cantare, recitare, mimare, modellare, dipingere, CUCIRE! Chi brama farlo, che lo possa fare. Queste attività sono necessarie al fanciullo quanto la matematica e l’italiano, ma nella nostra scuola sono considerate CENERENTOLE.
D: Il tuo blog è una vera e propria miniera, ricca anche di poesia. Vorrei che tu pensassi a tre poesie per tre diversi periodi della nostra vita: bambina – donna adulta – donna della terza età.
R: Per l’infanzia, mi torna alla memoria una poesiola di…stagione.
C’è una bimba che spazza davanti alla sua porta
la bimba è piccolina e la granata è corta,
la neve è tanta tanta, che copre la città.
A spazzarla via tutta chi mai ci arriverà?
Ci arriveranno tutti se ognuna spazza un po’,
la bimba è piccolina ma fa quello che può.
Una poesia dell’età adulta non mi viene in mente, mentre per la terza età penso al canto d’amore alla sua sposa di Umberto Saba (”A mia moglie”), poesia nella quale rassomiglia sua moglie alla gallina…alla cagna…a tutti gli animali-madri del buon Dio.
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Nedda Gottardi Rossi is a very popular “blogger”. Her blog has been visited 100.929 times. It’s called “The Legacy of Nedda”, a name and a first clue to a special woman. In fact Nedda is a 88 years young woman. Mom, Grandma, Great-grandmother, primary school teacher for 25 years and since 2005 a “star” of the web.
Q: No one is born to write a blog, but everyone can start to do it. You started 5 years ago. It was the first time you used a computer or you were already familiar with the PC?
A: Before the blog I had a website for one year. It allowed me to write but not to converse with visitors, so I decided to use a blog.
Q: In the “nephews” category of your blog I saw a photo taken during a video-conference. How do you feel when you see and talk with your relatives through a computer?
A: I feel a heartfelt and magic wonder.
Q: In your Splinder’s profile you wrote you continue to encourage old people to follow your example. What do your peers answer? And how many friends have followed your example?
A: My peers didn’t answer to my invite, but younger people did. They started a very interesting and followed blog and thanked me for my encouraging words and example.
Q: You lived during the XXth century, therefore you were witness to several changes regarding family and women. The referendum on divorce, for example, dates back to 1974 and the provisions on the crime of honour were repealed by the Law 442 of August 5th, 1981. In your opinion, where have we lost and gained ground?
A: Women still have a lot of work to do. They have new problems to solve. I wrote about motherhood, a very delicate time of women’s life. Today many women live motherhood without any support, neither for their first baby nor for the others. Think of these mothers who sometimes do something very tragic. Let’s help them before to “shed crocodile tears” for them and their children.
Q: You were a primary school teacher for 25 years. Is there anything you would like to say to the today’s primary school teachers?
A: I would like to say a lot of things, but I limit myself to the most important: put the child first. Put him and his environment first. The environment includes his experiences, emotions, fears and expectations. Start a crusade against the backpack, which is harmful and absurd. It represents the image of the today’s school: too many ideas and no trials.
Q: When I scrolled down some pages of your blog I saw you give a lot of value to the children and their innate creativity and wisdom. What can we do to protect this heritage as much as possible?
A: Today’s school, like in the past, robs children of the opportunity to develop their innate abilities. All of them are equally considered and judged on their answers to some quizzes. We can really know a child only if we give him freedom and encouragement, even the possibility to jump, to run, to climb, to sing, to act, to model, to paint and to sew. These activities are necessary for the child’s development as Mathematics and Italian, but in our school they are considered like “Cinderella”.
Q: Your blog is a real mine of information, suggestions, advices and poems. I would like you think of three poems for three different periods of women life: childhood – adulthood – old age.
A: There is a poem about a season, ideal for children.
C’è una bimba che spazza davanti alla sua porta
la bimba è piccolina e la granata è corta,
la neve è tanta tanta, che copre la città.
A spazzarla via tutta chi mai ci arriverà?
Ci arriveranno tutti se ognuna spazza un po’,
la bimba è piccolina ma fa quello che può.
I haven’t idea about a poem for adulthood, while for old age people I am thinking of the love poem dedicated by Umberto Saba to his wife (A mia moglie). He imagined his wife like a chicken… a dog … all the God’s animal-mothers.
