Archivi per la categoria ‘diritti a leggere/right to read’

Marilù Oliva/ Ho paura/I’m afraid

venerdì, 3 settembre 2010

Marilù Oliva vive a Bologna. Insegnante lettere alle superiori, scrive per diversi web magazine tra cui Thriller Magazine. Ha pubblicato brevi saggi storici e letterari, oltre a racconti apparsi su Carmilla e Sugarpulp e su antologie  cartacee (tra cui Pink in noir, ed. Zona e Lama e Trama 2009, Perdisa Pop). Il suo primo romanzo si intitola Repetita (Perdisa Pop, 2009) ed è la storia, narrata in prima persona e basata su riscontri criminologici, di Lorenzo Cerè, un omicida metodico e inflessibile. Uno psicopatico con un’infazia di abusi che ricorre in continui flashback. Uno studioso ossessionato dalla Storia. Lorenzo Cerè conosce gli uomini e i crimini, il sesso è l’unico lenitivo di un’esistenza che brucia per un passato che lo devasta ancora sotto forma di terribili mal di testa e altre nevrosi. Uccide senza esitare ma non calcola le eccezioni. E la più grande eccezione, la dottoressa Malaspina Marcella, lo aspetta in uno studio psichiatrico…

Marilù Oliva dà voce alla parola “paura”. Traduzione in inglese a cura di Deirdre Kantz.

paura
Non ne avevamo ancora parlato, io e papà, della paura. L’avevamo lasciata là, dentro la valigia, fin dal primo giorno. Ma era come se fosse sgusciata fuori e avesse cominciato ad aleggiare tra noi, sostanza aerea senza forma. Volevo ignorarla, darle importanza in questi contesti sarebbe stato come concederle un lasciapassare verso l’angoscia. Lo sapevano tutti, lui era un duro, inutile domandargli se avesse paura. Non gli avevo neppure mai ricordato di quella notte quando, terrorizzata, mi ero svegliata di soprassalto. Avevo sognato che lui era morto, era uno di quei sogni reali, quando senti l’anima del defunto che arriva a salutarti, serena come se tutto avesse un senso. Il giorno successivo l’ho chiamato allarmata: «Papà, sapessi che strano sogno… eri morto…». Lui sorrideva, dall’altro lato della città, non aveva mai creduto alle premonizioni: «Allora mi hai allungato la vita.» Un mese dopo mi ha dato la notizia. Delle analisi del sangue sballate. Sono seguiti gli accertamenti, il ricovero, la chemio, il trapianto di un polmone. Ora sono trascorsi tanti mesi ed eccoci qui, nella sua stanza di ospedale. Il suo corpo è una foglia rinsecchita e la paura mi è entrata sotto il primo strato di pelle, non ho più alcun controllo. É una paura atavica, nera come il petrolio. «Ho paura» gli ho confessato. Lui mi ha accarezzato la mano, prima di chiudere gli occhi, sereno come la sua anima nel sogno, quella volta, quando sembrava che si fosse riconciliata con la natura.

////////////////////////////////////////////////////////////////////

Marilù Oliva lives in Bologna. She is a high school’s humanities teacher and writes for many web magazines such as Thriller Magazine. She wrote historical and literary essays and short stories published by Carmilla and Sugarpulp and many collections: Pink in noir, ed. Zona and Lama e Trama 2009, Perdisa Pop. Her first novel is Repetita (Perdisa Pop, 2009). It is the story of the methodical and inflexible murderer Lorenzo Cerè. He is a psychopathic, who was abused during his childhood. He constantly reminds this suffering. He’s also an obsessed with the Story scholar. Lorenzo Cerè knows men and crimes. His neurotic life’s only lenitive is sex. He kills without hesitation, but he doesn’t consider the exceptions: The greatest one, the Doctor Malaspina Marcella, is waiting for him in a psychiatric room…

Marilù Oliva gives voice to the word “fear”. English translation by Deirdre Kantz.

FEAR
We hadn’t yet talked about it, my father and I, about fear. We left it there, inside the suitcase, from the very first day. But it was as if it had slipped out and had begun to float around between us, an airy substance without shape. I wanted to ignore it; to give it importance in these circumstances would have been to allow it to become anxiety. Everybody knew he was tough; it was pointless to ask him if he was afraid. I hadn’t even reminded him of that night, when, terrified, I awoke with a start. I had dreamt that he had died, it was one of those real dreams, when you feel the soul of the dead person coming to say goodbye, as if everything made sense. The next day I called him upset: «Dad, if you knew what a strange dream… you were dead…». He was smiling from the other end of the city, he had never believed in premonitions: «Then you’ve lengthened my life.» A month later he gave me the news of the crazy results of his blood tests. Then other checks followed, hospitalization, chemotherapy, a lung transplant. Now many months have gone by and here we are, in his hospital room. His body is a withered leaf and fear has penetrated the first layer of my skin, I no longer have any control. It’s an ancestral fear, as black as oil. «I’m afraid» I confessed to him. He caressed my hand, before closing his eyes, peaceful like his soul in my dream, back then, when it seemed to have reconciled with nature.

Elena Vesnaver/Quella cosa che si muove/That moving thing

mercoledì, 4 agosto 2010

Elena Vesnaver nasce a Trieste il 21 febbraio 1964 e  vive a San Vito al Tagliamento (Pordenone). Esordisce con due libri per ragazzi editi dalla Edicolors: Le storie di Pozzo (una rielaborazione di Aspettando Godot di Samuel Beckett) ed Elide dov’è? Il mistero della bidella scomparsa (un giallo under 12). Sue pubblicazioni:  La faccia nera della luna ( Magnetica Edizioni di Napoli, 2005); Strane storie d’amore (Castalia, 2006); Sixta pixta rixa xista (Magnetica Edizioni, 2007); Flor (18:30 Edizioni, 2008); Le ragioni dell’inverno (A.Car Edizioni, 2009); Cime Tempestose (odio i fantasmi) (Lineadaria, 2009) con  illustrazioni di Sandro Natalini. Altri suoi racconti sono presenti in diverse antologie. Il monologo Un bel posto tranquillo ha avuto la menzione speciale dell’Istituto di Storia della Resistenza di Cuneo per il miglior testo a contenuto politico sociale, all’interno del concorso Per Voce Sola 2009.

Elena Vesnaver dà voce alla parola “Mare”. Traduzione in inglese a cura di Simona Tediosi.

MARE

Odio il mare. A casa non c’è. Odio il mare odio il mare odio il mare odio il mare. Abbiamo portato anche la ragazza, non ha mai visto il mare, povera. Ti diverti, vero Monika, adesso dài da mangiare a Lori. Sapesse quanto me ne frega del mare e di lei e dei suoi bambini viziati. Sapesse quanto me ne importa e appena trovo un lavoro meglio non la voglio più vedere, i suoi soldi però sì, uno sopra l’altro con quello che mi fanno fare. Ho telefonato a casa e ho detto tata, sono al mare e lui che gli veniva da piangere come fosse una cosa bella, da ricchi, come fosse una vacanza. È piękni, tata, bellissimo. Appena trovo un lavoro meglio affitto un appartamento piccolo e quello sì che sarà piękni. Vedi Monika che bello, come si sta bene, ma adesso metti a letto Pier che è tardi, non ti sei accorta? Chissà perché non si accorge lei che suo marito vuole mettere a letto me e lo chiede lo chiede lo chiede ogni giorno. Su Monika, che bella che sei, un bacio Monika, chi vuoi che lo venga a sapere e non so quanto ancora dirò no. L’altra sera ero libera e sono andata a sedermi davanti a questa cosa che si muove sempre e dopo sono arrivati dei ragazzi e delle ragazze e hanno acceso un fuoco sulla spiaggia e hanno suonato e cantato. Era bello da fare. Una mi ha sorriso e mi ha detto che potevo andare anch’io, ma non ho avuto coraggio. Quando avrò un posto mio non avrò più paura e lo farò. Farò tutto.

////////////////////////////////////////////////////////////

Elena Vesnaver was born in Trieste in 1964 and she is living in San Vito at Tagliamento (Pordenone). She started to write two books for teenagers: Le storie di Pozzo and  Elide dov’è? Il mistero della bidella scomparsa (Edicolors). And then she wrote: La faccia nera della luna (Magnetica Edizioni di Napoli, 2005); Strane storie d’amore (Castalia, 2006); Sixta pixta rixa xista (Magnetica Edizioni, 2007); Flor (18:30 Edizioni, 2008); Le ragioni dell’inverno (A.Car Edizioni, 2009); Cime Tempestose (odio i fantasmi) (Lineadaria, 2009) illustrated by Sandro Natalini. Elena’s short stories are in many collections. The Un bel posto tranquillo monologue was awarded by the Institute of the Resistance’s History as the best social and political work of the “Per Voce Sola 2009” contest.

Elena Vesnaver gives voice to the word “Sea”. English translation by Simona Tediosi.

SEA

I hate the sea. We haven’t it home. I hate the sea I hate the sea I hate the sea I hate the sea. We brought the girl as well, she’s never seen the sea, poor one.  Are you enjoying, Monika, ain’t you? Now feed Lori. If she knew that I don’t care about the sea and about her and her spoilt children. If she knew that I don’t care and as soon as I find a better job I don’t want to see her again, but what I want is her money though, the all of it, for what they make me do. I phoned home and I said nanny, I’m at the seaside and him, who felt like crying as if it were a good thing, as if we were rich, a sort of holiday. It is piekni, nanny, so nice. As soon as I find a better job I’ll rent a small flat that yes that will be piekni. You see Monika how nice it is, how good we feel, but now put Pier to bed that it is late, didn’t you realize? I wonder why she doesn’t realize that her husband want to put me in bed and he ask for it he ask for it he ask for it every single day. Come on Monika, you’re so lovely, just a kiss Monika, who do you think will ever know it and I don’t know for how long I will anser no. The other night I was free and I went to sit in front of this evermoving thing and then some boys and girls came over and lit a fire on the beach and played and sang along. It was nice to do that. One girl smiled at me and said I could go with them, but I didn’t dare. When I’ll have a place of my own I won’t no longer be afraid and I’ll do that. I’ll do everything.

Valeria Parrella – Radici/Roots

venerdì, 2 luglio 2010

Valeria Parrella è nata nel 1974 e vive a Napoli. Ha pubblicato “Mosca più balena” (Minimumfax 2003) Premio Campiello opera prima, “Per grazia ricevuta” (Minimumfax 2005) finalista al Premio Strega, “Lo spazio bianco” (Einaudi 2008)  da cui Francesca Comencini ha tratto l’omonimo film con Margherita Buy. Ha scritto inoltre le piece teatrali “Il verdetto” (Bompiani 2007), con Antonio Pascale e Diego de Silva”Tre terzi” (Einaudi 2008) e “Ciao maschio” (Bompiani 2009) tutte andate in scena al teatro stabile di Napoli. Cura la rubrica di libri per Grazia.

Valeria Parrella dà voce alla parola “Radici”. Traduzione in inglese a cura di Ilaria Parini.

VALERIA PARELLA

Quando l’ho visto la prima volta ero stesa a letto. Stavo proprio sotto quella coperta e guardavo fuori dalla finestra, dentro la fessura nel tufo che squarcia in due il balcone. Vidi una cosa verde, e pensai che poteva essere una lucertola. Ma faceva freddo e me ne rimasi a letto, e forse così anche lei.

Invece era una foglia. Qualche giorno dopo sbucò dalla fessura e non ci furono dubbi: era una foglia di geranio, un geranio viola, inspiegabile. Allora mi sporsi oltre la balaustra per capirci qualcosa, chè questa voglia rupestre è propria dei capperi, mica dei gerani. E guardando giù, a strapiombo dal sesto piano, capii che un’enorme pianta di geranio era cresciuta sotto tutta la superficie del balcone, allungando le sue radici nel tufo, succhiando l’acqua che da decenni si infiltrava nel solaio. L’aveva passato da qua a là.

E quella fu l’ultima cosa che pensai, mentre tra polvere e rumore sordo precipitai giù con tutto il balcone.

//////////////////////////////////////////////////////

Valeria Parrella was born in 1974 and she lives in Naples. She wrote “Mosca più balena” (Minimumfax 2003) that won the Campiello Award for the first work cathegory; “Per grazia ricevuta” (Minimumfax 2005) that was in the Strega Award shorlist; “Lo spazio bianco” (Einaudi 2008)  that inspired the omonym movie directed by Francesca Comencini and played by the actress Margherita Buy. She also wrote the theatral pieces “Il verdetto” (Bompiani 2007) and, together with Antonio Pascale and Diego de Silva”Tre terzi” (Einaudi 2008) and “Ciao maschio” (Bompiani 2009) that were played at the Naples’ Theatre. She works for the books page of the  Italian magazine “Grazia.

Valeria Parrella gives voice to the word “Roots”. English translation by Ilaria Parini.

VALERIA PARELLA

The first time I saw it I was lying on my bed. I was tucked under that very blanket, watching out of the window, inside the crack in the tuff that rips the balcony in two. I saw a green thing, and thought it might be a lizard. But it was cold and I stayed in bed, and so did it.

But it was a leaf. A few days later it came out of the crack and there were no more doubts: it was a geranium leaf, a purple geranium, unexplainable. So I leaned over the balustrade in order to make something out of it, as this rocky craving is typical of capers, not geraniums. And looking down, overhanging from the 6th floor, I realized that a huge geranium plant had grown below the whole surface of the balcony, stretching its roots into the tuff, sucking the water that had been soaking the attic for decades. It had crossed it from one side to the other.

And that was the last thing I thought, while among the dust and the dull noise I fell down with the whole balcony.


Barbara Gozzi – Io/Me

venerdì, 4 giugno 2010

Barbara Gozzi nasce a Modena nel 1978 e vive nel bolognese. Editor e scrittrice, collabora con testate on line come AgoraVox e ThePopuli. Cura progetti socio-culturali.

Barbara Gozzi dà voce alla parola “Io”. Traduzione in inglese a cura di Ilaria Parini.

io

(continua…)

Licia Giaquinto – Compassione/Compassion

venerdì, 7 maggio 2010

Licia Giaquinto è nata e cresciuta in Irpinia e vive oggi tra Bologna e Amalfi. Ha scritto poesie, testi teatrali, ha pubblicato racconti in diverse antologie e romanzi (Fa così anche il lupo, Feltrinelli, 1993; È successo così, Theoria, 2000) Cuori di nebbia (Flaccovio, 2007).
Il 21 di aprile 2010 è uscito “La Ianara” (Adelphi).

Licia Giaquinto dà voce alla parola “Compassione”. Traduzione in inglese a cura di Deirdre Kantz.
compassione

(continua…)

Clara Sereni – Solitudine/Solitude

venerdì, 2 aprile 2010

Clara Sereni è nata a Roma nel 1946 e vive da molti anni a Perugia, dove ha ricoperto incarichi amministrativi e politici.  Opinionista de “L’Unità”, attiva nella Fondazione “La città del sole”-Onlus, è autrice di numerosi volumi di narrativa, il più recente dei quali è “Il lupo mercante”. Ha curato inoltre i volumi collettivi “Mi riguarda”, “Si può!”, “Amore caro – a filo doppio con persone fragili” (Cairo Editore, 2009).

Clara Sereni dà voce alla parola “Solitudine”. Traduzione in inglese a cura di Deirdre Kantz.

solitudine

(continua…)

Grazia Verasani – Corpi/Bodies

venerdì, 5 marzo 2010

Grazia Verasani, classe ’64, ha pubblicato con Sironi la piece From Medea e con Fernandel L’amore è un bar sempre aperto, Fuck me mon amour e Tracce del tuo passaggio. Nel 2004: Quo vadis, baby?, Oscar Mondadori, da cui il regista Gabriele Salvatores ha tratto un film e una serie tv, e nel 2006 Velocemente da nessuna parte. Nel 2008 è uscito per Feltrinelli il romanzo Tutto il freddo che ho preso. A ottobre 2009 è stato pubblicato Di tutti e di nessuno, il terzo della serie con la detective Giorgia Cantini…

Grazia Verasani dà voce alla parola “Corpi”. Traduzione in inglese a cura di Elisa Santi.

(continua…)

Nicoletta Vallorani – Profugo/Refugee

venerdì, 5 febbraio 2010

Nicoletta Vallorani vince il Premio Urania 1992 con il romanzo Il cuore finto di DR, che verrà tradotto anche in Francia. Protagonista è la detective Penelope De Rossi, una “sintetica” fisicamente priva d’ogni fascino, che in una Milano degradata ripercorre le orme di Marlowe e Deckart. Altri romanzi sono la Fidanzata di Zorro (1996 – Marcos y Marcos) Eva (2002 – Einaudi), Le sorelle sciacallo (pubblicato interamente sul blog www.lesorellesciacallo.splinder.com ma è anche autrice di tutt’altro genere, provate a leggere La Fatona (2002 – Salani). Insegna, traduce, scrive saggi. E’ co-curatrice insieme a Barbara Garlaschelli  dell’antologia “Alle signore piace il nero” (Sperling & Kupfer, 2009); ha curato la raccolta di saggi Dissolvenze per Il Saggiatore, 2009. Il suo sito è: www.nicolettavallorani.com

Nicoletta Vallorani dà voce alla parola “Accoglienza”. Traduzione in inglese a cura di Cinzia Scarpino.

Accoglienza

(continua…)

La nuova opera di Barbara Garlaschelli

martedì, 19 gennaio 2010

Barbara Garlaschelli – Sveta

venerdì, 8 gennaio 2010

Le parole segnano, rimandano a immagini, storie, emozioni, ricordi. Le parole hanno un peso specifico altissimo. Chi le sceglie si porta addosso la responsabilità di ciò che esse esprimono. Abbiamo chiesto a delle scrittrici di dare voce a una parola in un breve racconto inedito, scritto appositamente per Petali Rossi. Racconti brevi ma ad alta intensità.

Dignita

Barbara Garlaschelli dà voce alla parola “Dignità”. Traduzione in inglese a cura di Deirdre Kantz.

(continua…)