Intervista di Eleonora Terrile
Irene Naoya, sudanese, è arrivata in Italia per la prima volta nel 1982 grazie a una borsa di studio offerta dal Vaticano. Diplomatasi in teologia, è poi rientrata a casa in Sudan. Nel 1985 è tornata in Italia, dove ha continuato gli studi universitari. Ora vive e lavora a Roma, senza mai dimenticare la sua gente né la sua terra. Impegnata presso due cooperative, attraverso l’una presta servizio in una scuola, mentre per conto dell’altra lavora a domicilio a favore di persone disabili. A queste attività affianca quella di Presidente dell’Associazione F.O.S.I.C.S., che gestisce una casa-famiglia a Kalimoni, in Kenya, dove attualmente vivono oltre 100 bambini e bambine di strada, profughi dal Sudan, ex bambini soldato, ammalati, minori vittime di violenze e una decina di bambini kenioti.