Petali Rossi /Red Petals

8 marzo 2010

I Petali Rossi sono donne.
Maestre, dottoresse, giornaliste, cooperanti, educatrici, insegnanti, mediatrici culturali, infermiere, ostetriche, avvocatesse…
Qualunque professione svolgano, hanno in comune una caratteristica: lavorano per difendere i diritti di minori e adulti, in Italia e nel mondo.

Petali Rossi” è uno spazio di dialogo e di condivisione di esperienze dedicato alle donne, ma aperto a chiunque dia valore al rispetto dei diritti umani.

Petali Rossi © è un progetto di Eleonora Terrile e di Sylvie Garrone.

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The Red Petals are women. They are teachers, doctors, journalists, NGO workers, educators, cultural mediators, nurses, midwives, volunteers, lawyers…Whatever their job, they all have one thing in common: they work to protect the rights of both children and adults, in Italy and abroad.

Petali Rossi” is a project aimed at promoting the protection of  human rights, dialogue and experience sharing.

Petali Rossi © is Eleonora Terrile and Sylvie Garrone’s project.

8 Marzo/8th March

8 marzo 2010

Grazia Verasani – Corpi/Bodies

5 marzo 2010

Grazia Verasani, classe ’64, ha pubblicato con Sironi la piece From Medea e con Fernandel L’amore è un bar sempre aperto, Fuck me mon amour e Tracce del tuo passaggio. Nel 2004: Quo vadis, baby?, Oscar Mondadori, da cui il regista Gabriele Salvatores ha tratto un film e una serie tv, e nel 2006 Velocemente da nessuna parte. Nel 2008 è uscito per Feltrinelli il romanzo Tutto il freddo che ho preso. A ottobre 2009 è stato pubblicato Di tutti e di nessuno, il terzo della serie con la detective Giorgia Cantini…

Grazia Verasani dà voce alla parola “Corpi”. Traduzione in inglese a cura di Elisa Santi.

Petali Rossi

Oggi ho visto una donna da dietro, e poi l’ho vista da davanti. Erano due donne diversissime. Due corpi diversissimi. Da dietro, la donna poteva avere sì e no vent’anni: gambe da fenicottera dentro jeans attillati, giubbotto fucsia col cappuccio di pelo, Nike argentate, cascata di capelli biondi, fondoschiena piccolo come una biglia… Poi si è girata, e doveva avere circa cinquant’anni. Lo si capiva, soprattutto, dalla pelle piallata sopra il labbro e agli angoli della bocca, dagli zigomi alti, dagli occhi incinesiti, e da quel seno superottimista, ritto verso il cielo come una preghiera. Due corpi diversi. Davanti e dietro. Come uno scambio di persona. Lo so, non dovrebbe impressionarmi. La tv è piena di questi doppi giochi, e anche le strade ricche della città, quelle dei negozi di lusso, dei ristoranti da venti euro a coperto. Insomma, dove la crisi non c’è. Perché, dove la crisi c’è, cioè nella maggioranza dei posti, i patti col diavolo non riescono così bene, hanno un che di difettoso, e c’è chi muore nel farsi tagliuzzare da chirurgi poco blasonati. Certo, ci sono anche quelle che i ritocchi li pagano a rate, o che impiegano sette stipendi per un chilo in più di silicone o per scarnificarsi le natiche… Oggi la giovinezza è alla portata di un sacco di persone, e per celarne l’imbroglio – dicono – basta tenere il mondo un po’ a distanza… Il problema è che quella donna, a furia di non invecchiare mai era proprio brutta, non aveva più viaggi sulla faccia; senza una grinza, una sottolineatura. Allora mi sono chiesta quanto doveva essere bella prima di sdoppiarsi. Che bella cosa, ho pensato, deve essere stata prima. Spiegazzata come una cartina geografica, solenne come la rilegatura di un libro antico o una fuga di Bach. L’ho fermata e senza tanti giri di parole gliel’ho chiesto. Le ho chiesto se si piaceva, se si amava. Ci ha pensato un po’ su e poi mi ha risposto che, se volevo, mi dava il nome di un chirurgo suo amico, uno che mi avrebbe tolto in un battibaleno i segni dalla faccia e anche l’adipe dai fianchi e, con l’aggiunta di qualche migliaia di euro, quella materia che di questi tempi è solo un surplus: grigia come il tempo che, quando passa, ti fa morire di paura… Poi se n’è andata. L’ho guardata attraversare la strada di schiena, rincorsa dai fischi adulatori di un gruppo di ragazzi in scooter. Quando si è voltata per fermare un taxi, lei era un altro corpo, un’altra persona, e quei ragazzi, ormai, non fischiavano più…

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Grazia Verasani was born in 1964. She wrote the piece From Medea (Sironi), L’amore è un bar sempre aperto, Fuck me mon amour, Tracce del tuo passaggio (Fernandel). From her novel Quo vadis, baby? (2004Oscar Mondadori) the Director Gabriele Salvatores took a movie and a TV series. Then she wrote Velocemente da nessuna parte (2006), the novel Tutto il freddo che ho preso (Feltrinelli, 2008) and Di tutti e di nessuno (2009) which is the third novel of the detective Giorgia Cantini’s series.

Grazia Verasani gives voice to the word “Bodies”. English translation by Elisa Santi.

RED PETALS

Today I saw a woman from behind and then I saw her from the front. The two women could not have been more different. Two very different bodies. From behind, she looked in her twenties: flamingo-like legs clad in tight jeans, hot pink fur-trimmed hoodie, silver Nike trainers, a cascade of blond hair, her round bottom the size of a toy marble… Then she turned around – she must have been about fifty. You could tell mostly from her skin, planed to her upper lip and the corners of her mouth, her high cheekbones, her Chinesised eyes and her exceedingly optimistic breasts which pointed skyward, just like a prayer.  Two very different bodies. Front and back. Just like a case of mistaken identity. I should not let it get to me, I know. Television is full of this sort of double-dealing and so are the wealthy streets of the city, the streets where the high-end boutiques and twenty-euro cover charge restaurants are. You know, those places that know no economic crisis. In the places where the crisis is all too real – that is, almost everywhere – pacts with the devil do not turn out that well, they all are somewhat faulty: people end up dead when they let a not-so-famous surgeon cut them up. Some people pay for those nips and tucks by instalments, some waste half a year salary on a kilo of silicon or to have their thighs stripped off of some fat. Today youth is within arm’s reach for a lot of people. In order to preserve the illusion – it is said – all you need to do is keeping the world at arm’s length… The only problem is that, this woman, with her failure to age, was truly ugly: no journeys on her face, not a single wrinkle, not a shadow. So I started wondering how gorgeous she must have been before she became two different women. She must have been a real beauty, before. Creased like an old map, solemn as the binding of an antique book or one of Bach’s fugues. I stopped her and asked her quite bluntly. I asked her if she liked herself, if she loved herself. She stopped to think for a bit and then she said she could give me the name of a friend of hers, a surgeon. In a heartbeat, he would rid my face of any wrinkle and my hips of any fat. For just a few thousand euros more, he would even take care of that matter, which these days is nothing but surplus: that grey matter, grey like time itself and, when time passes, it scares you to death…Then she was off. I watched her from behind, as she crossed the road, followed by the flattering wolf-whistling of a group of boys on their mopeds. When she turned around to hail a cab, she was another body again, and the boys were not wolf-whistling anymore…

24 Ore Senza di Noi/24 Hours Without Us

1 marzo 2010
piccoli petali

1° Marzo 2010 – I Piccoli Petali aderiscono alla “Giornata Senza Migranti”/1st March 2010 – The Little Petals support the “Day Without Immigrants”

Antonietta Bocci

22 febbraio 2010

Intervista di Eleonora Terrile

I diritti dei minori e delle donne contraddistinguono il percorso di volontariato, lavoro e studio di Antonietta Bocci. Nel 2003 è stata interprete volontaria dell’associazione internazionale di donne contro la guerra “Women in Black”. Per due anni e mezzo ha lavorato a Pechino nell’ambito delle adozioni internazionali, in rappresentanza dell’ente italiano CIAI. Al momento vive a Londra, dove sta conseguendo il master in Gender Studies (Studi di genere) presso la School of Oriental and African Studies.

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Lettera ai bambini dei campi ROM di Segrate

17 febbraio 2010

Sgomberano i campi ROM di Segrate. Le maestre di tanti bambini e bambine hanno scritto una lettera, facendola pubblicare su un giornale e chiedendone la diffusione. Petali Rossi accoglie volentieri queste donne impegnate a far valere i diritti dei loro piccoli allievi.

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Paola Cominetta /III parte

15 febbraio 2010

Intervista di Barbara Garlaschelli

Paola Cominetta è una fotoreporter specializzata in reportage di natura sociale. Per lavoro e per passione ha visitato molti Paesi e dato testimonianza, con le sue fotografie, di diverse realtà.

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Paola Cominetta/II parte

8 febbraio 2010

Intervista di Barbara Garlaschelli

Paola Cominetta è una fotoreporter specializzata in reportage di natura sociale. Per lavoro e per passione ha visitato molti Paesi e dato testimonianza, con le sue fotografie, di diverse realtà.

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Nicoletta Vallorani – Profugo/Refugee

5 febbraio 2010

Nicoletta Vallorani vince il Premio Urania 1992 con il romanzo Il cuore finto di DR, che verrà tradotto anche in Francia. Protagonista è la detective Penelope De Rossi, una “sintetica” fisicamente priva d’ogni fascino, che in una Milano degradata ripercorre le orme di Marlowe e Deckart. Altri romanzi sono la Fidanzata di Zorro (1996 – Marcos y Marcos) Eva (2002 – Einaudi), Le sorelle sciacallo (pubblicato interamente sul blog www.lesorellesciacallo.splinder.com ma è anche autrice di tutt’altro genere, provate a leggere La Fatona (2002 – Salani). Insegna, traduce, scrive saggi. E’ co-curatrice insieme a Barbara Garlaschelli  dell’antologia “Alle signore piace il nero” (Sperling & Kupfer, 2009); ha curato la raccolta di saggi Dissolvenze per Il Saggiatore, 2009. Il suo sito è: www.nicolettavallorani.com

Nicoletta Vallorani dà voce alla parola “Accoglienza”. Traduzione in inglese a cura di Cinzia Scarpino.

Accoglienza

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À la Chandeleur

2 febbraio 2010

Candelora

In Francia la Candelora ( La Chandeleur) si celebra con le crêpes, che devono essere mangiate solo dopo le otto di sera.
Se il cuoco riesce a girare al volo la crêpe tenendo nell’altra mano una monetina, prosperità sarà assicutata alla famiglia per tutto l’anno. Auguri!

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In France Candlemas ( La Chandeleur) is celebrated with crêpes, which must be eaten only after eight p.m.
If the cook can flip a crêpe while holding a coin in the other hand, the family is assured of prosperity throughout the coming year.